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Ottobre 25, 2025Controllore Centrale d’Impianto (CCI): obblighi, benefici e come adeguarsi alla delibera ARERA 385/2025
Dal 2025 cambia il quadro normativo per chi gestisce impianti fotovoltaici ed eolici sopra i 100 kW. La nuova delibera ARERA 385/2025 stabilisce infatti che tali impianti debbano integrare un Controllore Centrale di Impianto (CCI), capace di dialogare direttamente con la rete e modulare la produzione del proprio impianto di produzione quando richiesto dal distributore.
Questa novità riguarda sia i nuovi impianti che quelli già in esercizio connessi alla rete in media tensione, e nasce dall’esigenza di abbandonare la tecnologia GSM – ormai superata e poco affidabile – a favore di strumenti più sicuri e performanti per la gestione della riduzione della generazione distribuita (RiGeDi).
A chi si applica l’obbligo
Impianti nuovi ed esistenti ≥ 1 MW: CCI già previsto dalla delibera 540/2021, ora con l’aggiunta della funzione PF2.
Impianti nuovi ed esistenti tra 100 kW e 1 MW: obbligo di installazione del CCI e attivazione PF2.
Per i nuovi impianti ≥ 100 kW il requisito è vincolante per ottenere la connessione alla rete.
La tecnologia PF2 (Power Limitation Facility 2) serve a far sì che gli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaici ed eolici) superiori a 100 kW possano essere limitati su comando del distributore di rete (DSO). Questo permette una gestione più efficiente e sicura della rete elettrica, specialmente in caso di squilibri tra domanda e offerta.
Tempistiche di adeguamento e incentivi economici
ARERA ha definito delle finestre temporali con relativi contributi economici per sostenere l’adeguamento degli impianti esistenti.
Impianti da 500 kW a < 1 MW
Se adeguati entro il 28/02/2026 → 10.000 € di contributo
Se adeguati dal 01/03/2026 al 30/06/2026 → 7.500 € di contributo
Se adeguati dal 01/07/2026 al 31/10/2026 → 5.000 € di contributo
Se adeguanti dal 01/11/2026 al 28/02/2027 → 2.500 € di contributo
Impianti da 100 kW a < 500 kW
Se adeguati entro il 31/03/2026 → 7.500 € di contributo
Se adeguati dal 01/04/2026 al 31/07/2026 → 5.625 € di contributo
Se adeguati dal 01/08/2026 al 30/11/2026 → 3.750 € di contributo
Se adeguati dal 01/12/2026 al 31/03/2027 → 1.875 € di contributo
Cosa succede in caso di mancato adeguamento
Gli impianti che non rispettano le scadenze previste rischiano conseguenze importanti:
– sospensione degli incentivi GSE;
– applicazione di un corrispettivo al trader pari al valore dell’energia immessa in rete.
L’introduzione del CCI rappresenta un passaggio cruciale per garantire maggiore sicurezza, stabilità e affidabilità alla rete elettrica, oltre a standard tecnologici più elevati.
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